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Cesare Marcelli
Come su un’onda alla risacca avvezza,
si compie del bugiardo il ministero
nel guadagnar quel tanto di lunghezza
per poi svanir senza lasciar mistero,
sicuro che gli spetti la salvezza
sull’erta che conduce al cimitero,
ma l’uomo che mendace abbraccia il cielo
da lupo tiene il vizio e lascia il pelo.
Furtiva la menzogna tesse un velo
che cela agli occhi quel che vede il cuore
e come il fiore ritto sullo stelo,
passato il lieto caldo ammaliatore,
nella corolla langue al primo gelo,
così la fola strugge il suo vigore,
quando la verità col suo portento
ne mostra repentino il cedimento.
L’epilogo felice è un raro evento,
sovente si confondono i profili.
E quale è il vero e quale il falso argento,
se d’entrambi rilucono i monili?
Nessuno ha il dono del discernimento,
nessuno può veder chi muove i fili.
Attori o spettatori abbiamo un ruolo,
non c’è una verità se non c’è il dolo.
La verità ha il sembiante d’un crogiolo
e più sono i metalli che esso fonde,
minore è il lor valor per l’armaiolo,
poiché se il puro acciaio si confonde,
la ruggine germoglia al primo scolo;
del pari in preda a chiose invereconde,
s’ottundono i rilievi del verace
e il mondo che era in guerra adesso è in pace.
Così la verità che occulta giace,
non è che una bugia d’abburattare.
È il frutto del setaccio più tenace
e porta la coscienza a frantumare
quella viltà temprata alla fornace
dell’egoismo e del prevaricare.
Nel passionario del volere umano
è la virtù del buon samaritano.
Accade, tuttavia, che a lungo e invano
quel crivellar consumi anche la fede,
la crusca non si forma perché il grano
è quello di chi mente e non s’avvede,
ma gode a rivoltare nel pantano
color che son d’intralcio alla mercede.
Costui nel suo contegno dissoluto
è l’uomo che pur l’anima ha venduto.
Talvolta il mentitore suona il liuto
e plagia in armonia d’accordi e note
l’ascoltatore ignaro e sprovveduto,
ma ben fornito di profitto e dote
e quando di buon vino l’ha imbevuto,
finché di sangue tinte abbia le gote,
riscuote gli interessi e il capitale,
lasciandolo a cercarsi una morale.
Dovessimo guardare solo il male
e il bene di riflesso nel contrasto,
cadremmo in un errore madornale,
tacendo ciò che poi così nefasto
non è più che una burla a carnevale;
esiste un campionario ben più vasto
che non è verità e non è bugia
ma è il frutto di emozioni e fantasia.


