Torna alla lista dei finalisti
Massimo Trapletti
Le bugie hanno le gambe corte
O cribbio, ma lo sai che son carino?
Mi guardo e dico: “Tò, che bell’ometto!”
C’ho un fisico che sembro un damerino
e un portamento fier - che dico? eretto!
(scusate se mi scappa un sorrisino
ma via! sapete quanto son maschietto).
Potrei giocare a rugby da trequarti
o funger da modello ai grandi sarti
Ricordi? Mi comprasti per specchiarti
perché non ti fidavi dei dacché.
E allora posso solo rimandarti
l’immagine d’un uomo un po’ bigné:
tarchiato, senza collo, corti gli arti,
la pelle vizza come un pancarré.
Da te nemmeno il più abile demonio
potrebbe mai cavare un marcantonio.
Intatto sono come un ‘fior di conio’,
la fulgida criniera offerta al vento.
Io presto avrò il mio terzo matrimonio
perché nel letto sfodero un portento,
la spada d’un Aiace Telamonio,
vigore natural cento per cento.
Se occorre, tutta notte so duellare:
chi prova, senza me non può più stare!
Non è che io ti voglia sputtanare
ma sappi che nel mentre ti aggrovigli
con le donnine dentro il lupanare
in me si specchian biechi i lor cipigli
(seppure a te decantano l’affare),
le smorfie che soppiantan gli sbadigli.
E guardano ridendo la peluria
dipinta coi colori dell’ingiuria.
La gente dalla Puglia alla Liguria
mi ama perché son per tutti quanti
emblema di successo e di lussuria.
Le folle mi si estasiano osannanti:
“Tu ricco porrai fine alla penuria:
avremo pane ed escort tutti quanti!”
Io sono Gesù Cristo che risorto
in Terra il Paradiso a tutti porto!
Rifletter senza essere contorto
è il mio destino, io non conto balle.
Il popolo ha il riflesso invece corto
non vede quanto accade alle sue spalle.
Tu dici: “Sì alla vita, no all’aborto!”
e lui, che nel cervello ha le farfalle,
non scorge dal riflesso dei tuoi occhi
che tu con questo slogan lo infinocchi.
Io l’ amo questo popolo di allocchi.
Che bello, una bugia, una verità!
A tutti ho regalato un paraocchi
Che ne incrementi l’asininità
E intorno a me ho una corte di pinocchi
Dal naso gocciolanti falsità.
E’ vero quel che dico mentre l’ dico
Per un nanosecondo il rospo è fico.
La mezza verità ha un sapore antico
Ma tu sei l’uomo dell’innovazione
Di tutti mi dichiaro grande amico
Sei Silvian, Re di manipolazione
Invidio Putin, zar ma bolscevico
Ti sei messo in saccoccia la nazione.
Lo specchio sentenziò, conciso e crudo:
“Per quanto il re s’abbigli, è sempre nudo.”


